Finanza pratica
Fondapi - grafico storico dei valori delle quote del fondo
Informazioni sul grafico e i dati contenuti in esso:
Il valore delle quote è stato rigorosamente prelevato dai dati ufficiali emessi da Fondapi.
Dopo che
Fondapi ha suddiviso in 3 comparti la gestione delle quote (garanzia, prudente e crescita), di fatto si è creata l'impossibilità pratica di seguire l'andamento.
Infatti, mentre per il nuovo comparto crescita Fondapi ha eseguito una divisione lineare delle quote, mantenendone cioè il valore di partenza come il valore del comparto prudente, per il nuovo comparto garanzia Fondapi ha stabilito un valore quota di partenza pari a 10€.
Non si spiega il diverso modo di effettuare la separazione dei comparti e il valore delle quote di partenza.
Per poter correttamente confrontare i diversi comparti, è necessario riparametrizzare i 10€ di partenza del comparto garanzia ai 11,774€ del valore quota del comparto prudente, dal quale sono partite le prime operazioni del comparto garanzia.
Per riparametrizzare correttamente è sufficiente applicare mese per mese la crescita percentuale del comparto garanzia al valore 11,771€.
Nel grafico sono comunque presenti entrambi i valori: quello ufficiale di Fondapi e quello riparametrizzato.
Comparto Garanzia (confluiscono il 14,94% di capitali)
Nel comparto Garanzia confluiscono capitali che saranno investiti in obbligazioni (
92%) e azioni (
8%).
Il comparto Garanzia garantisce all'iscritto la restituzione del capitale investito, se questi mantiene la posizione nel comparto Garanzia sino a scadenza della convenzione (1° luglio 2012) e nei casi contemplati dal Regolamento Multicomparto.
Il rischio finanziario è relativamente basso, anche se dipendente dai corsi borsistici e dall'economia internazionale.
Commissioni di gestione: 0,181%
Rendimento 2008 (da dicembre 2007 a dicembre 2008):
+0,292%.
Rendimento 2009 (da dicembre 2008 a dicembre 2009):
+7,142%.
Rendimento 2010 (da dicembre 2009 a dicembre 2010):
+1,417%.
Rendimento 2011 (da dicembre 2010 a dicembre 2011):
+0,104%.
Rendimento complessivo a dicembre 2011 (da settembre 2007):
+9,632%.
Comparto Prudente (confluiscono l' 80,34% di capitali)
Nel comparto Prudente confluiscono capitali che saranno investiti in obbligazioni (
75%) e azioni (
25%).
Il comparto Garanzia
NON garantisce all'iscritto la restituzione del capitale investito.
Il rischio finanziario è medio, anche se bilanciato dalla maggiore esposizione verso le obbligazioni anzichè le azioni.
Commissioni di gestione: 0,164%
Rendimento 2002 (da dicembre 2001 a dicembre 2002):
+3,350 % ,
Rendimento 2003 (da dicembre 2002 a dicembre 2003):
+2,148 % ,
Rendimento 2004 (da dicembre 2003 a dicembre 2004):
+1,828 % ,
Rendimento 2005 (da dicembre 2004 a dicembre 2005):
+3,312 % ,
Rendimento 2006 (da dicembre 2005 a dicembre 2006):
+3,151 % ,
Rendimento 2007 (da dicembre 2006 a dicembre 2007):
+2,470 % ,
Rendimento 2008 (da dicembre 2007 a dicembre 2008):
-6,559 % ,
Rendimento 2009 (da dicembre 2008 a dicembre 2009):
+12,472 % .
Rendimento 2010 (da dicembre 2009 a dicembre 2010):
+2,488 % .
Rendimento 2011 (da dicembre 2010 a dicembre 2011):
+0,498 % .
Rendimento complessivo a dicembre 2011 (da dicembre 2001):
+27,070%.
Comparto Crescita (confluiscono il 4,71% di capitali)
Nel comparto Crescita confluiscono capitali che saranno investiti in obbligazioni (
50%) e azioni (
50%).
Il comparto Garanzia
NON garantisce all'iscritto la restituzione del capitale investito.
Il rischio finanziario è alto, come dimostrano in modo netto i rendimenti del 2008 e del 2011.
Commissioni di gestione: 0,175%
Rendimento 2008 (da dicembre 2007 a dicembre 2008):
-16,236 % ,
Rendimento 2009 (da dicembre 2008 a dicembre 2009):
+15,875 % .
Rendimento 2010 (da dicembre 2009 a dicembre 2010):
+ 1,501 % .
Rendimento 2011 (da dicembre 2010 a dicembre 2011):
- 2,802 % ,
Rendimento complessivo a dicembre 2011 (da dicembre 2007):
-4,242 % .
Sulla scelta del comparto
Qualcuno potrebbe, vedendo il reciproco andamento delle quote dei distinti comparti, pensare di cavalcare le onde di rialzo e ribasso. L'impresa è tutto fuor che semplice, ecco in riassunto le regole che rendono impossibile la gestione dei comparti ai fini delle performances economiche per il lavoratore:
- la prima richiesta di cambiamento di comparto è gratuita, dalla seconda in avanti il costo è di 10€ (più le spese di comunicazione scritta);
- il tempo MINIMO di permanenza in un comparto è di 12 mesi, tempi biblici, quindi....;
- vi sono solo due finestre temporali entro le quali poter chiedere e ottenere lo switch a un comparto diverso: chi richiede entro il 31 marzo ottiene lo switch il 30 aprile e chi lo richiede entro il 30 settembre ottiene lo switch il 31 ottobre.
- la scelta può essere inoltrata a Fondapi: inviando via posta il modello cartaceo (disponibile su www.fondapi.it) con firma olografa oppure tramite fax, aggiungendo al modello firmato la copia di un documento di identità.
Simili regole consentono solo una parziale autogestione:
in particolare consentono a chi si trova ormai vicino all'età pensionabile (entro i dieci anni) di passare al più presto al comparto di basso rischio (garanzia). Allo stesso modo, chi dovesse aver necessità, negli anni successivi, di un'anticipazione (acquisto di prima casa, salute, necessità personali) è bene che rifletta su come proteggere l'andamento del proprio capitale presente in Fondapi.
Guardando il grafico dell'andamento delle quote, si vede chiaramente come uno sboom finanziario è in grado di far perdere alle quote il
-20,9% del proprio valore (
comparto crescita dal dic-07 al feb-09). Non illudetevi, questi ribassi non sono solo figli di una crisi mondiale, per altro ciclicamente e storicamente possibile, ma sono fisiologici e conosciuti ribassi borsistici, che seguono periodi di alta speculazione finanziaria. Non speculate sulla vostra pensione, proteggetela,
siate prudenti.
Sulla lentezza dell'organismo Fondapi
Siamo nell'era della comunicazione, dove con un click ci si sposta in un secondo da un continente all'altro, eppure ancora siamo cittadini vessati dalla spossante lentezza burocratica... e anche statutaria:
- i dati di riferimento dei comparti sono pubblicati dopo la metà del mese. Tardi, se si pensa che chi chiede un'anticipazione ottiene sempre il valore quota del mese precedente a quello della richiesta. Date le vistose oscillazioni di questo periodo, mi sembra lecito che il lavoratore abbia almeno la possibilità di comprendere in tempi ragionevoli (non a fine mese successivo) se davvero non valga la pena posticipare di un mese la richiesta. Con dati tardivi il lavoratore è ulteriormente privato di autodecisionalità;
- i dati delle quote disponibili sul web sono parziali, almeno quelli collegabili direttamente. Per ottenere tutti i dati di tutti gli anni passati vi sono solo due possibilità: essere iscritto dall'inizio, come lo sono io, oppure modificare l'anno nell'indirizzo web (operazione alla quale solo un webmaster potrebbe pensare...);
- i dati riferiti all'andamento delle quote sono frammentati: secondo voi perchè mi sono preso l'onere di fare un simile grafico? Vai a sapere se ciò avviene: per stendere un velo pietoso o per tenere bassa l'attenzione sull'andamento complessivo o per incapacità tecniche o per insufficienza organica. Sono ipotesi... ma certamente l'esito non è lodevole.
- i comunicati stampa di Fondapi sottolineano, in modo errato, quanto Fondapi sia in grado di fare di più del TFR aziendale. Affronteremo in modo pieno questo argomento, per ora basti verificare sul grafico che queste dichiarazioni sono, almeno, azzardate!
Considerazioni personali
Che un fondo pensione abbia un'ottica di investimento a lungo termine è cosa ovvia. Non si spiega però come sia possibile un disastro economico di questa portata: chi avesse scelto di cambiare il proprio comparto da prudente a crescita, dopo 7 anni di fondo si troverebbe in negativo rispetto al versato (9,285€ a febbraio 2009 contro 10€ di dicembre 2001).
Partiamo col dire chiaramente che i nomi con cui sono stati battezzati i comparti, alla luce dei rendimenti, dovranno prima o poi essere rivisti... azzardo una proposta: basso rischio, medio rischio, alto rischio.
La parola rischio DEVE di diritto comparire nel nome.
Noterete come la linea di tendenza del vecchio metodo del
TFR aziendale è inesorabilmente rivolta verso l'alto. Se poi pensiamo che il TFR in azienda serve per finanziare le aziende, fa rabbrividire riflettere sul fatto che prima (a suon di legge a tacito assenso....) le banche sono state aiutate a entrare nella gestione delle ingenti disponibilità fresche dei fondi pensione, provenienti dalle aziende, e oggi, in piena crisi economica, le banche stentano a finanziare le aziende stesse.
Se non fosse che da anni sostengo che la nostra pensione è solo un miraggio, sarei preoccupato... Ma ciò che mi preoccupa seriamente è che in Italia stiamo trasformando un modello pensionistico con conti in dissesto per fare le seguenti operazioni:
- Far convergere in nuovi fondi a patrimonio attivo i settori pensionistici in fallimento (vedasi il fondo dei dirigenti, dal 1° gennaio 2003 la legge finanziaria ha soppresso l'Istituto nazionale di previdenza per i dirigenti di aziende industriali (INPDAI), trasferendo all'INPS tutte le sue strutture e funzioni.);
- Sottarre denaro alle aziende per trasferirlo alla finanza, cioè al debito delle aziende quotate in borsa per azioni o obbligazioni. Nessuno ha il coraggio di dire come sia possibile creare una bolla finanziaria immettendo nel mercato finanziario i vecchi TFR sotto forma di azioni e obbligazioni. Nessuno che si sia degnato di far corrispondere l'avvio della legge sui fondi pensione (giugno 2007) con l'apice dei corsi finanziari (secondo trimestre 2007);
- Creare in un colpo solo centinaia di consigli di amministrazione che si occupano dei nuovi fondi. Vi siete mai chiesti quali sono i compensi e quanto pesa la gestione di 100 o 200 fondi pensione? Tratteremo questo argomento più avanti...;
Mettetevelo in testa:
la crisi finanziaria, di cui ci porteremo le cictrici economiche per almeno un lustro, è figlia di queste speculazioni.
Per fare simili perdite sulle quote di un fondo pensione non occorrerebbero nè un consiglio d'amministrazione di un fondo pensione, nè una banca per la gestione patrimoniale, nè una laurea in economia e commercio:
è semplice e molto più pratico, lasciate i soldi ai lavoratori, che siano loro a gestirli direttamente, peggio non potranno fare... al limite li useranno per
"far girare l'economia" .
Troppo semplice, vero...?
Dichiarazioni ufficiali di Fondapi
01- Bella questa perla commerciale propagandistica: oltre a dichiarare performances discutibili numericamente, non indica di quanto Fondapi sarebbe, a loro dire, riuscita a battere, nel periodo che va dal 2005 al 2007, il trattamento di fine rapporto.
02- Stucchevole! Non comprendiamo come Fondapi, che ha uno dei rendimenti peggiori tra i fondi negoziali, possa pavoneggiarsi di dati economico-statistici che non le appartengono! Ricordiamo che i rendimenti complessivi di Fondapi sono tuttora ben al di sotto dei rendimenti del granitico TFR.
Attendiamo il prossimo opuscolo commerciale per vedere fino a dove si spingeranno le menti geniali che curano le propagande per Fondapi....
Fondapi (comparto, prudente, l'unico comparto esistente al 2003):
Rendimento 2003 (da dicembre 2002 a dicembre 2003): +2,148 % , TFR +3,20%
Rendimento 2004 (da dicembre 2003 a dicembre 2004): +1,828 % , TFR +2,79%
Rendimento 2005 (da dicembre 2004 a dicembre 2005): +3,312 % , TFR +2,95%
Rendimento 2006 (da dicembre 2005 a dicembre 2006): +3,151 % , TFR +2,75%
Rendimento 2007 (da dicembre 2006 a dicembre 2007): +2,470 % , TFR +3,49%
TOTALI PERIODO 2003 - 2007:
Fondapi +13,58%
VS TFR +16,12%
Pertanto TFR batte Fondapi per +2,5% su 5 anni.
Tutti i rendimenti Fondapi sono nettamente inferiori alla media dei rendimenti dei fondi negoziali....
Ciò che più conta, per sbugiardare questo volantino, è che negli anni 2003, 2004 e 2007 Fondapi ha avuto un rendimento al di sotto del TFR.
Tra l'altro i dati percentuali riferiti al TFR non sono corretti....
Note:
La direzione vi invita a leggere attentamente le
note legali. Abbiate pazienza, non lo facciamo per interessi (per fortuna il nostro lavoro è altro), pertanto la pubblicazione dei temi sarà saltuaria.
Inviare alla redazione eventuali domande.
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