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Gaja Memmo Vincenzi - Galleria Liriche
Tuffi negli Abissi:
L'abbraccio freddo del silenzio
Ci siamo incontrati per caso e nemmeno lo volevo
Due mondi così diversi che si trovano a comunicare
Non hai smesso di cercarmi, ed alla fine anch'io
È diventato il mio Arcobaleno dividere i pensieri
Mi sono lasciata accarezzare da un vento ubriaco
Che mi ha profondamente riscaldato il cuore.
Tu non hai frenato gli slanci del mio Spirito
E mi sto ritrovando senza più volontà di evitare
Questa intensa magia che tanto ci accomuna.
Ma in fondo all'anima nasce un doloroso dubbio
Forse è solo la mia mano a riempire i contorni
Di queste emozioni forti di cui sembri parlare
Sarà allora la più tremenda delle mie Solitudini
Questo rombo del Silenzio che esploderà freddo in me.
Preludio
Tu ora sei con me, ma nei tuoi occhi c'è una luce
Che non riconosco, uno sguardo che cerca ancora
Oltre il mio sguardo, oltre il mio cuore
Sembra nostalgia... forse di un luogo,magari di qualcuno
Che hai incontrato lontano, ma ti ha fatto sentire
Come se fossi a casa, come se fossi con me.
Vorrei sapere, vorrei capire, ma ti allontani
E temo non sia solo un momento, che solo aspetti
Di trovare il dardo che può ferirmi di meno
Ma ahimè è già dolore lancinante, è già agonia
Cercare nel tuo animo la mia immagine invano
E non trovare nemmeno più l'ombra di noi.
Cuore di cristallo
Inesorabili mi scorrono sulla pelle rapide le sabbie del Tempo
E mi ritrovo sempre qui, occhi lucidi, ancora Cuore di cristallo
Intorno le ombre dei sogni che sognavamo insieme, fingendoci eroi
Adesso scoprendoci semplicemente uomini,pesa la realtà delle cose
Chissà se esiste un colpevole e se poi sia una colpa credere che per vincere
Il Male che sconvolge la mente,basti il Sussurro sincero di Amore...
E cammino nell'eco delle stanze ormai vuote della mia Anima
Un tempo vive di Noi, delle nostre emozioni, del nostro Bene
Nella debolezza delle mie incoerenze ti ho lasciato combattere solo
Spesso basta un minuto per ritrovarsi sconosciuti e di colpo perfino nemici
Tu sconfitto nella tua desolata solitudine, dove io non esisto più
Io infreddolita e smarrita nel buio abbraccio del Silenzio dell'Assenza di te...
Un Cuore Sconfitto
A volte si vede solo quello che vogliamo disperatamente vedere
Ed io non sapevo non credere in quello che mi dicevi
Il tuo cuore batteva forte al ritmo dei miei pensieri da condividere
Ma ora so che era solo una mia sensazione…
Hai illuminato i miei giorni con dolci parole, messaggi e sentimenti
Mi pareva così naturale quando sussurravi che a me ci tenevi
Ogni attimo era così dolce pensarti e così facile sentirsi tanto contenti
Che ogni incontro fosse una tale emozione…
Poi di colpo, niente è più stato lo stesso
Ma ho finto di non capire, che non avesse importanza
Eppure dentro cresceva il tormento di adesso
Che mi ritrovo triste e delusa, e mi sforzo ancora di credere
Ma in fondo capisco che mi aggrappo ad una vana speranza,
In te ho visto solo quello che volevo disperatamente vedere.
Dentro di me
Vorrei averti qui con me adesso,
mentre le ombre della notte mi rubano i pensieri,
ed è mesto silenzio fra le mie braccia.
Vorrei sapere come stai e perché non ti dai pena
di condividere con me gli aneliti di un cuore,
un tempo così vicino al mio.
Vorrei poterti stringere forte e sussurrare le emozioni
chiuse in fondo all'anima da così tanto tempo,
anche se non mi appartieni.
Ed i giorni luminosi in cui potevo contare su di noi,
non sembrano più trovare posto nel tuo mondo,
troppo solitario, troppo perso in fantasie che non capisco.
Vorrei che le mie parole arrivassero fino a te,
ovunque le tue ali ti abbiano condotto,
così sapresti che qualcuno ti sta aspettando.
Anche se il tuo cuore è già ricco,
ed un vento ubriaco ti sta portando lontano,
avrai sempre un posto dove riposare qui dentro di me.
Il Dolente Canto di Nefertiti
Le sabbie del tempo mi hanno allontanato da te,
Luce che sorgeva ad Oriente ogni nuovo giorno,
Ad illuminare il mio cammino oggi così arduo.
Dalle tue braccia traevo la forza che mi chiedevi
Di mostrare al tuo fianco, umile e serena compagna
Del figlio prediletto del Dio portatore di Vita
Fonte di saggezza per un popolo ingenuo che non sa
Credere ad una Verità di cui sei messaggero e che
Uomini vili hanno deciso di nascondere per sempre.
Tu, tanto prezioso per tutti noi, e mille volte ancora
Più per me, ora puoi volgere lo sguardo da questo
Buio che mi avvolge, e ritornare Luce nella Luce.
E nella mia greve solitudine resta solo la dolcezza
Del ripensarti, l'orgoglio di averti potuto amare.
Ahimè la stoltezza di chi ti teme ha soffocato
Nella cieca violenza, attimi intensi di assoluta
Grandezza e generosità, ma non ha potuto vincere,
Perché tutto quello che mi hai detto, figlio di Aton
Tutto quello che abbiamo condiviso per così poco
Vivrà in me, finché avrò concluso la mia missione
Finché potrò librarmi tranquilla nel tuo calore
Parte di ogni tua parte, ancora e perennemente
Amanti e amati, nell'abbraccio di pace di Osiride.
Oltre il Vuoto Infinito
Semplice fingere di avere ancora un cuore che batte
Allora tutti ti dicono anche, fortunata, perché sorridi comunque
Tanto è solo tuo l'Inferno che ti sconfigge l'Anima.
E poi a volte ti struggi alla ricerca di un sorriso come il tuo
Così comprendi quanto sia vana e desolata questa solitudine
Che non troverà mai il suo porto, che non avrà mai fine.
Ora eccomi qui, persa nell'attesa vana di quel sorriso, dimenticata
Sopra a quello scoglio da cui, umiliata, son caduta tante volte
Eppur con lo sguardo sempre fiero che vede oltre il Vuoto infinito
Smarrita in quel raggio di Luce ancora lontano, ma che un giorno
Chiamerò Mio.
Sole d'inverno
Ho camminato tutta la mia Vita a piedi nudi
Su un pavimento cosparso di vetri rotti e briciole di cuore,
La stanchezza comincia a posare le sue ali grevi sulle mie
E diviene infinito il Vuoto che mi scivola lento nel sangue.
Mi chiamavi Guerriero, perché combattevo per noi due
Ma anch'io sento forte il Dolore.
Quando sono caduta in ginocchio sconfitta, hai scelto di andare
Io rimasi, facile preda dei fantasmi che sconvolgono ed umiliano
La mente, desolata e confusa.
Adesso insieme qui, seduti pensierosi, accanto e lontanissimi
Di nuovo Noi, ma non gli stessi, un po' eroi, un po' spiriti persi
Non facile convincersi di non chiedere e di non volersi ancora
Se ho tale bisogno della tua presenza, e tu chiedi insistente
Il mio esserci nel tuo Buio.
Anime fragili che si cercano e rifuggono, anelano e si celano
Mi aspetto le tue braccia d'istinto che si aprono ad accogliermi
Ed immediato il mio Volo nel tuo calore, un nuovo improvviso
Urlo di Luce nel mio antico infinito sussurro di Tenebra, per
Essere anche solo per un attimo ancora.
Raggio di Sole nel tuo Cielo terso d'Inverno.
Nuvola
Non so dare un nome a questo Sole
Che mi brucia l'anima appena ti incontro
È come di colpo sentire la Vita scorrere
Annego nell'Azzurro dei tuoi occhi che ridono
Vibrante di Luce quando li posi su di me.
Dolcissimi e pieni di ferite che non conosco.
Mille volte le tue Mani mi hanno coccolato
Tenere e leggere come una nuvola di cotone
Mi hanno rapito lo Spirito che ora tieni
All'interno di tutto quello che sei e possiedi.
Vorrei riempire i tuoi giorni dei miei colori
Proteggerti con le mie ali dai tuoi fantasmi
Ma sei una splendida rosa da non cogliere
Quella decisione che non potrò mai prendere.
Grazie Ale, per avermi reso ricco il Cuore
Per ogni attimo che hai riempito di gioia
Perché hai dato un senso ai miei respiri
Ed hai scaldato il gelo della mia essenza.
Ogni mio passo sarà vittima di questa Magia
A cui non serve dare un nome, se è tutto
Quello che mi mancava e ho trovato in te.
The waste land
Come vorrei farmi stringere forte dalle tue braccia
Che mi hai offerto tante volte ma ora mi neghi
Quando sento profondamente la solitudine in cui
Hai deciso di costringermi senza spiegazioni.
Non sono capace di comprendere il tuo silenzio
Dopo la melodia che dicevi ci avrebbe resi
Uno spirito solo fino alla conclusione del Viaggio.
La tua improvvisa non presenza nel mio mondo
Mi fa sentire vittima di un inganno e desolata
Come un paese cui è stato portato via tutto, dove
Il suono di ricordi un tempo dolcissimi e gioiosi
Assomiglia sempre più ad una lugubre campana.
Eppure basterebbe una sola parola, un gesto sincero
Per non sentire più così forte il vuoto in me che ora sei.