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Presentazione del romanzo: La mia storia, Andrea Poddighe
paole, emozioni, musica di Andrea Poddighe e Luigi Murolo
Prefazione di Luigi Murolo

Questo libro nasce dall’
esigenza di ricordare chi siamo e da dove proveniamo. Chi siamo stati e ciò che vorremo essere; dall’
esigenza di spiegare come un sogno possa diventare realtà, e come la realtà possa diventare emozione.
E’ questo il punto di partenza del nostro viaggio: un percorso a ritroso nella memoria che inizia nel 1978 in Sardegna, a Sassari, e che vede come protagonista
Andrea Poddighe e tutti coloro che hanno contribuito al suo successo artistico: il fratello
Antonio Poddighe,
Nando Esposito,
Gianpaolo Conchedda,
Pietro Fara,
Gigi Camedda,
Gino Marielli e
Andrea Parodi.
E’ questa la formazione del “
Coro degli Angeli” che, mediante questa raccolta di testimonianze di amici, artisti e persone che hanno lavorato al loro fianco, vogliamo ricordare ripercorrendo le tappe che hanno portato il gruppo “Sole Nero” a diventare il “Coro degli Angeli”, le cui note hanno echeggiato dal Madyson Square Garden di New York al Canada, passando attraverso l’Unione Sovietica, sino a portarsi ai confini di Samarcanda, per poi approdare, come è nell’essenza del viaggio, al punto da cui sono partiti, la nostra Sardegna.
Luigi Murolo
Titolo: Come un angelo nel sole. La mia storia. Andrea Poddighe
Autori: Poddighe Andrea e Murolo Luigi
Editore: La Riflessione ;
Pagine: 74 ;
Prezzo: euro 10.00
Data di Pubblicazione: 2007 ;
ISBN: 8862110251 ;
ISBN-13: 9788862110259
1978, La Nascita
E’ l’anno 1978, data importante per la storia del “
Coro degli Angeli”, in quanto è verso la fine degli Anni Settanta che la formazione inizia a muovere i primi difficoltosi passi nel panorama musicale italiano, nascendo da un’idea di Andrea Poddighe:
“Ricordo che quando ero bambino trascorrevo molte ore ad ammirare sui primi canali televisivi musciali che trasmettevano le esibizioni dei cori gospel, i cui abiti dai colori sgargianti e l’imponente aspetto fisico dei loro componenti, sia uomini che donne, mi affascinavano”.
Il gruppo “Sole Nero” nasce, appunto, dalle tracce di questa passione, ovvero dall’idea del cantare inteso come pratica di tanti e tutti, in un’unità armonica, vocale e strumentale dalla marcata impostazione corale.
Tuttavia, in quegli anni un simile impianto d’insieme non rappresentava una novità, basti ricordare che è di quel tempo la comparsa di gruppi storici come i
Beach Boys,
Mamas and Papas, nonché dei
Beatles.
In un lontano scenario isolano, quindi, a Sassari, un gruppo di amici decide di riunirsi per cantare ed esprimere le proprie passioni sotto il nome di “
Sole Nero”.
Questi giovani ragazzi in erba, che di lì a poco conquisteranno e calcheranno i più importanti palcoscenici d’Europa, sono:
Pietro Fara, al pianoforte e alle tastiere,
Angelo Canu al basso,
Roberto Secchi alla batteria,
Andrea Poddighe alle chitarre,
Gigi Camedda alla voce e alla tastiere e
Gino Marielli alla voce e alla chitarra.
Ben presto però si aggiungono al gruppo altri componenti come il fratello di Andrea,
Antonio Poddighe, e, infine,
Andrea Parodi. Non deve stupire la presenza di tre voci nella prima formazione del futuro “Coro degli Angeli”, ovvero: Andrea Poddighe, Antonio Poddighe e Andrea Parodi, in quanto
è proprio nel numero delle voci e nella loro contrapposizione di toni che risiede l’originalità e l’essenza del gruppo stesso.
Così verso la fine del 1978 la formazione dei “Sole Nero” è completa. La storia poteva dare inizio al suo corso.
I primi successi sono raggiunti nella propria isola, dove il pubblico inizia ad apprezzare le variazioni vocali e strumentali del gruppo, nonostante la giovane età dei suoi componenti (basti pensare che Gigi Camedda e Nando Esposito hanno appena
17 anni, mentre Andrea Poddighe, il più anziano del gruppo, ne conta solamente
23).
Il nome “Sole Nero” non è, come si potrebbe pensare, frutto dell’invenzione del suo fondatore Andrea Poddighe, bensì di
Giovanni Leonardi, che è sempre stato un talent scout e un insostituibile amico del gruppo. Grazie a lui il gruppo riesce, in quei difficili anni di chiusura,
a uscire dalla Sardegna per andare a incidere a Modena; proprio Leonardi fu infatti uno dei primi a intuire le potenzialità della band, al punto da volere fortemente una prima registrazione, per quanto non di un vero e proprio album ma solamente di alcuni pezzi.
E’ sempre Leonardi a iscrivere i “Sole Nero” a un concorso canoro indetto dalla prestigiosa casa discografica romana RCA (la stessa di Antonello Venditti, Gianni Morandi e Renato Zero),
dal titolo “Cento Città”, a cui partecipano circa 40.000 concorrenti provenienti da ogni parte d’Italia.
E’ il 1979 e i “Sole Nero”, nonostante le difficoltà incontrate si aggiudicano, inaspettatamente e a pieno titolo, il concorso.
E’ curioso, a tale proposito, citare un episodio che lo stesso Andra Poddighe ricorda così:
“Abbiamo presentato al concorso “Cento Città” il brano inciso a Modena, ma per la fretta dell’imminente partenza e l’emozione dimentichiamo la base del pezzo in sala di registrazione in Sardegna. Ci ritroviamo, quindi, in finale, a Caorle, e siamo senza base, dove era obbligatorio cantare dal vivo. Avendo solo il playback, la giuria ci esclude dal concorso permettendoci però di esibirci fuori concorso.
A quel punto i discografici e alcuni membri della giuria, tra cui Renato Zero e Lucio Dalla, incuriositi, anche e soprattutto dall’esecuzione del playback, vogliono vedere se il gruppo ha le stesse potenzialità e caratteristiche vocali anche dal vivo e furbescamente ci mettono alla prova. Infine, io imbracciai la chitarra e ci esibimmo dal vivo. A quel punto la giuria ci riammise al concorso, e vincemmo con un brano dal titolo “Sunday Melody”, scritto da Gino Marielli”.
A seguito della vittoria del concorso “Cento Città”, i “Sole Nero” firmano un contratto con la RCA, e vengono affidati a Lilli Greco, attuale produttore degli Avion Travel, il quale crea in breve tempo un contatto con il produttore di un giovanissimo Gianni Morandi, al tempo prossimo al rientro sul palcoscenico della grande musica, dopo un’assenza di circa cinque anni […]
Gianni Morandi

Ho conosciuto Andrea e il fratello Antonio, componenti del gruppo che allora si chiamava “Sole Nero”, nel 1980 e siamo stati insieme dal 1980 al 1983, per quattro anni. Abbiamo fatto degli spettacoli in giro per il mondo, oltre che in Italia, e ho avuto modo di conoscere a fondo lui e gli altri membri del gruppo. Andrea era il leader ed era anche il mio diretto referente, loro erano in otto, ma io parlavo sempre con lui.
Ho trovato in loro sempre un grandissimo rispetto per il lavoro e ho visto come affrontavano il rapporto con me, gli impegni, persone sempre straordinariamente unite e anche molto forti d’animo. Non erano momenti facili né per me, né per loro, hanno affrontato anche dei sacrifici, soprattutto loro, mostrando sempre una grande voglia di lavorare, di stare sul palco, ma anche di aiutarmi. Quegli anni per me non erano anni facili: io stavo ricominciando a cantare dopo tanto tempo e forse si può dire che proprio con loro ho ricominciato a prendere contatto con il pubblico, con i concerti, con le piazze e i locali.
E’ stata, secondo me, un’esperienza molto importante per entrambi: io stavo appena ricominciando a lavorare dopo un lunghissimo periodo di crisi, loro si apprestavano a intraprendere un percorso nel panorama musicale italiano.
Erano un gruppo molto particolare, particolarmente abile nel cantare unendo le voci: penso che questo sia una peculiarità tipicamente sarda, questa capacità di cantare anche a cappella, anche in orchestra. Cantavano benissimo e ricordo, tra i loro grandissimi successi nella tournèe in America e in Russia, pezzi come l’
Ave Maria, o
Non poto reposare. Ricordo la voce di Andrea, naturalmente insieme a quella di Andrea Parodi, che al tempo era uno del gruppo, erano loro le voci guida di tutto quel complesso. Dal punto di vista umano e caratteriale ho trovato dei ragazzi straordinari, fedeli, dediti al sacrificio, poco viziati e disposti a lavorare anche in mezzo alle tante difficoltà.
In questi quattro anni insieme abbiamo fatto anche una trasmissione televisiva nel 1983 intitolata “Tutti insieme”, insieme a Mogol, che faceva il regista. Abbiamo registrato il nome del “Coro degli angeli” e poi ciascuno ha preso la sua strada. Con il passare degli anni, per esempio, sono nati i Tazenda.
[…] nazionale intendo, lo ha condizionato a raggiungere il suo totale successo anche fuori dall’isola.
[…] Ricordo la mia partecipazione al primo “
Concerto per Pina” con grande emozione, non solo mia ma anche da parte di tutti i componenti del gruppo. Il piacere di ritrovarmi con Andrea sullo stesso palcoscenico, dopo tanto tempo, malgrado non ci fossimo mai perduti negli anni, fu realmente grande.
Ricordo una piazza d’Italia colma di gente con un grandissimo entusiasmo teso in un omaggio e un affetto dimostrato a me, ma anche ad Andrea, e al suo modo di cantare e di essere.
E’ stata veramente una grandissima serata, in cui l’emozione fu palpabile […]
(
Intervista del 1 giugno 2007)
Andrea Parodi
Caro Andrea,
voglio dirti che sono molto felice per questa tua pubblicazione e ti auguro che ti porti il riconoscimento che meriti.
Purtroppo non abbiamo avuto modo di conoscerci molto bene noi due, e sai benissimo che io sono entrata nella vita di Andrea solo nella “fase Tazenda”, per cui per me gli anni dei Sole Nero, prima, e del Coro degli Angeli, poi, sono anni noti attraverso il racconto, sono esperienze riportate, immaginate ma non vissute.
Quando Andrea ti invitava a cantare sul palco durante i suoi ultimi concerti, era solito dirimi con gli occhi lucidi e il cuore in mano:
“
Non bisogna mai dimenticare di chi ti ha dato qualcosa di importante: Andrea Poddighe mi ha insegnato a cantare”.
E detto da Andrea Parodi è una cosa grossa.
Io, incuriosita, chiedevo: “
Come, ti ha insegnato a cantare?!” e lui fermamente rispondeva: “
Sì, fu lui che nel Coro degli Angeli mi insegnò a usare la voce in coro, a armonizzare”. “
Andrea è bravissimo”, mi ha detto più volte.
Ti ricordi quando ti abbiamo chiamato durante il viaggio di ritorno dall’isola della Maddalena? Lui ci teneva davvero a dirti quelle cose e a darti una mano.
Sono sicura che Andrea è felicissimo del tuo libro!
Mi diceva: “
E’ assurdo che una voce bella come quella di Andrea (tu, ndr), una delle più belle voci che abbia mai avuto la Sardegna, non abbia la visibilità e il riconoscimento che merita. Quanto posso fare per lui, lo faccio volentieri; posso offrirgli il mio pubblico, la mia visibilità, e voglio farlo”.
E quando ti presentava sul palco le diceva tutte queste cose.
E’ stato felice anche di aver cantato al “Concerto per Pina” dell’anno scorso insieme a tutto il “Coro degli Angeli”!
E’ stato bravissimo, è stato bellissimo…
E ha promesso che, anche quest’anno, ci sarà. Ci sarà insieme a Pina, a cantare e ad applaudirti.
Ti ha chiamato nei suoi “
Intimi Raccolti” (il geniale titolo la dice tutta), al suo ultimo concerto, ti rendi conto di quanto sia importante questo?
Era felice quando venivi a trovarlo a casa; era felice quando gli hai cantato, voce e chitarra, “
Tu non mi lasciare mai”, nella veranda di casa nostra.
Per tutto questo, io ti voglio ringraziare.
[…] Io posso dirti tutto quello che ti ho detto, non posso darti altre “testimonianze” poiché, come ti dicevo all’inizio, ho conosciuto poco delle vostre esperienze e della vostra amicizia. Ma quel “poco” mi è bastato, e mi ha lasciato un segno indelebile.
Eri tu quello che ascoltavo in quella cassettina di “Canzoni di Mogol-Battisti” che ascoltavo e riascoltavo, ancora prima di conoscere il mio Andrea, quello che cantava insieme alla sua voce d’angelo.
Grazie, Andrea, spero di esserti stata utile un pochino.
Tanti baci e un grande, grande, in bocca al lupo […]
Valentina, Andrea e le nostre bimbe.
Tazenda - Beppe Dettori
Avevo circa 13 o 14 anni quando, alle prime armi con la chitarra, cercavo insistentemente di imparare “La canzone del sole”; assillavo la mia famiglia e i vicini con quella canzone. Ma la scintilla e l’amore vero per la musica me l’hanno trasmessa Andrea Poddighe, il fratello Antonio, Andrea Parodi e tutti de i “Sole Nero”. Quando si esibivano a Stintino io rimanevo incantato ad ascoltarli a distanza, dal terrazzo di casa. Questo mi ha dato assolutamente un grande stimolo a fare questo mestiere. Lui non è un ricordo, è una realtà. E’ un piacere sentirlo cantare, perché ha una grinta e una carica emotiva enormi.
Io adoro fare le collaborazioni, mi piace il confronto e l’innesto delle voci che, credo, siano l’espressione massima della musica: la voce è lo strumento principe che non si può toccare, ma solo sentire.
La cosa che mi lega ad Andrea e Antonio Poddighe, che sono in simbiosi, è il feeling musicale che credo di condividere appieno, anzi spero di fare quanto prima un duetto con Andrea.
Andrea è una persona umile, semplice che per questo apprezzo; è un persona che non ha bisogno di scendere a compromessi, con un modo duro di affrontare le cose, insomma deciso e determinato. E’ stato un esempio per me, come per tanti lo è stato il “Sole Nero”, che noi ragazzi al tempo guardavamo come dei miti da emulare, e in parte credo che ci siamo riusciti […]
(
Intervista del 1 giugno 2007)
Note biografiche di Andrea Poddighe e il Coro degli Angeli:
Andrea Poddighe, voce solista del gruppo sardo
“Coro degli Angeli” ha scritto, insieme a
Luigi Murolo, un libro biografia che i lettori possono acquistare nelle librerie isolane oppure online presso il sito della casa editrice
www.lariflessione.com di
Davide Zedda.
Si tratta di un libro breve (73 pagine) ma intenso, decorato da
molte fotografie che fissano e aiutano a descrivere i punti cardine della vita di questo
artista passionale e nostalgico. Il testo racconta, attraverso la tecnica del romanzo, le vicende personali del “piccolo” cantante sassarese e il suo continuo, appassionato e intrinseco legame con la musica, definita da lui stesso “
la cosa più importante della mia vita dopo Pina ed i miei figli”.
Nell’intento degli autori il libro nasce dall’esigenza di sapere e ricordare chi siamo, da dove veniamo, cosa siamo stati e cosa vorremo essere. Con queste prospettive inizia il racconto che ha come protagonista
Andrea Poddighe e tutte le persone che lo hanno accompagnato nel suo percorso artistico, prima fra tutti la moglie Pina, musa ispiratrice,
che lo ha accompagnato fino al giorno della morte di lei, avvenuta l’11 maggio 2002.
Proprio per ricordare la compagna di sempre, Andrea ogni estate organizza il “
Concerto per Pina” che si tiene a Sassari sin dal 2003, anno in cui ha partecipato
Gianni Morandi.
L’edizione 2007 ha avuto un pubblico straordinario (oltre 30.000 persone).
Tutto inizia nel 1978 in Sardegna, più precisamente a Sassari dove Poddighe insieme al fratello Antonio, Gigi Camedda, Gino Marielli, Andrea Parodi, Nando Esposito, Gianpaolo Conchedda e Pietro Fara formano i “
Sole Nero”.
Il racconto prosegue descrivendo le tappe che hanno portato questo gruppo a diventare, dopo l’incontro con
Gianni Morandi e Mogol, il “
Coro degli Angeli”. Con questo nome la band,
accompagna Morandi in giro per il Mondo dal 1980 al 1983.
Si esibiscono in Russia, in Ucraina, in Uzbekistan, in Canada, in Svizzera e a New York nello storico palco del Madison Square Garden per poi ritornare in Italia.
Da quella formazione verranno fuori i Tazenda, ma Poddighe rimarrà il leader indiscusso del Coro.
Tra il 1982 ed il 2004 la formazione sassarese, rimaneggiata in alcuni componenti, ha inciso quattro album e un singolo intitolato “
Io No!”. Il libro, inoltre, contiene un’intervista dove
Gianni Morandi racconta quegli anni
affianco dei ragazzi sardi e del suo “piccolo” grande amico Andrea Poddighe, tanto legato alla Sardegna e alla sua donna da aver dedicato la vita alla consacrazione del ricordo della sua compagna.
Andrea Poddighe è la voce solista della band “Coro degli Angeli”. Nasce a Sassari il 30 Agosto del 1953, e a soli 17 anni forma la sua prima band. Si tratta di una cover band e l’idolo di Poddighe allora è
Joe Cocker. La sua grande passione per il
Rock e il
Blues, è equiparata all’interesse per i
cori Gospel dai quali è affascinato sin da bambino. I cori saranno una caratteristica predominante delle band di cui fa parte.
Nel 1979 con alcuni amici forma i “
Sole Nero”, che nel 1981 diventano il “
Coro degli Angeli”.
Questa Rock Band è giudicata la migliore in Europa a livello vocale, seconda nel mondo solo ai
Manhattan Transfer. La moglie Pina è il suo grande amore. E’ la donna che, fino al giorno della sua morte ha sempre sostenuto Andrea in tutte le sue scelte artistiche.
Impegni artistici:
Andrea Poddighe, sta attualmente preparando una
tournèe invernale con il ricostituito “Coro degli Angeli”. La nuova formazione oltre a Andrea e al
figlio Alan, è composta da
Matteo Pipia alla batteria,
Graziano Fara alla chitarra,
Lello Fois alle tastiere,
Stefano Maltagliati al basso, le
sorelle Gianna e Marcella Dettori (voce).
Il Coro degli Angeli:
Il gruppo nasce nel 1978 a Sassari, vi fanno parte
Andrea Poddighe voce,
Antonio Poddighe voce,
Nando Esposito basso,
Gianpaolo Conchedda batteria,
Pietro Fara pianoforte e tastiere,
Gigi Camedda voce e tastiere,
Gino Marielli voce e chitarra e
Andrea Parodi voce.
Nel 1979 la band
vince il concorso nazionale casa discografica RCA, col nome di “
Sole Nero”. Subito dopo avviene l’
incontro con Gianni Morandi, che vuole il gruppo sardo al suo fianco, dal 1980 sino al 1983, in tutte le sue tournée in Italia e all’estero.
Nel 1981 intanto avviene l’
incontro con Mogol, e su suo suggerimento Andra Poddighe cambia il nome del gruppo in “
Coro degli Angeli”. In quel periodo il gruppo incide il primo album, intitolato “
Canzoni di Mogol Battisti”, sotto la
direzione di Mogol e la
produzione di Gianni Morandi. Il disco riscuote un discreto successo a livello nazionale e nel 1982 il Coro partecipa a “
Azzurro 82” vincendo la manifestazione.
Partecipano in seguito alla trasmissione “
Tutti insieme”, in onda sulla RAI. Alla fine del 1983 i fratelli Poddighe lasciano la band, che incide per la prima volta un disco in sardo dal titolo “
Misterios”.
Dopo questa esperienza il “Coro degli Angeli” si scioglie e dalle sue ceneri nascono i
Tazenda.
Nel 1990, sotto la direzione di Andrea Poddighe il resto del gruppo si ricompone e incide un nuovo album dal titolo “
Sempre Battisti”. Un anno dopo arriva un nuovo album di brani inediti intitolato “
Ma dove sei America”.
Dopo questa esperienza il Coro degli Angeli si scioglie nuovamente.
Nel 2003 Andrea Poddighe insieme al fratello Antonio e a Nando Esposito decide di rimettere in piedi il “Coro degli Angeli”.
Nel 2004 il gruppo incide il singolo dal titolo “Io No!”, brano nel quale canta anche Gianni Morandi.
Davide Longu