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Alberto Ponno ci mostra come nasce un capolavoro
1 di 2 : Vediamo le immagini che mostrano i passaggi temporali
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Spiegazione delle immagini:
1) È il primo approccio al dipinto: la
tracciatura. Ogni piccolo dettaglio del soggetto è abbozzato con precisione maniacale. Per Alberto questa è la fase più importante. Il risultato del suo lavoro dipende da quanta pazienza e precisione riesce a impiegare, soprattutto nelle prime settimane. È paragonabile alla tracciatura a matita che si può fare prima di dipingere a pennello. Alberto utilizza solo l'aerografo e lo fa a mano libera, sia per tracciare il disegno sia per finirlo. Passa dai tratti sottilissimi (meno di 1/10 di millimetro) alle sfumature neccessarie a creare contorni e volumi della figura.
2) Queste due immagini sono quasi delle dimensioni reali, è intuibile la difficoltà che Alberto incontrerà nel riprodurre, per esempio, i piccoli adesivi sulla visiera del casco di Schumacher.
3) La tracciatura è effettuata con l'ausilio del proiettore di diapositive e utilizzando tutti i colori che fanno parte della scena. Questi colori sono molto diluiti e quindi ancora molto tenui. I contorni bianchi degli adesivi sul musetto dell'auto sono stati sporcati durante la campitura del rosso: sarà ripassato il bianco successivamente, dopo aver completato la carrozzeria dell'auto.
4) Nulla è lasciato al caso o inventato. L'asfalto che si vede in questo particolare ha richiesto giorni e giorni: prima è stato tracciato con un grigio chiarissimo e poi appesantito con leggeri passaggi successivi di colore.
5) In questo passaggio si può percepire meglio la differenza tra lo sfondo generale già tracciato, ma ancora leggero, e la parte centrale dell'auto che comincia a prendere forma.
6) Ora è la volta delle gomme e del vigile del fuoco sullo sfondo.
7) Le ruote, come dice Alberto, sono un punto critico di un disegno come questo. Le ellissi devono essere perfette, le linee del battistrada perfettamente parallele e contemporaneamente luci, ombre e la resa dell'effetto del movimento. Tutto deve essere al suo posto con la maggiore precisione possibile. Queste difficoltà esistono solo in un'illustrazione tecnica così estrema.
8) Un risultato veramente affascinante è dato dalla ricerca dei dettagli che fanno belle le fotografie e fanno ancora più belli i quadri di questo genere. Questo effetto vetrificato è dovuto alla rifrazione dell'aria calda che si trova appena dietro alla Ferrari. Le persone risultano deformate oltre che sfocate, essendo in secondo piano rispetto al soggetto principale.
9) Un'altra difficoltà incontrata da Alberto è stata quella di disegnare tutto ciò che stava dietro alla rete metallica (anch'essa sfocata).
10) Quì si può osservare come sulla Renault sia stata fatta prima la campitura del colore del cofano, con una sfumatura leggerissima, e poi, con il bianco, disegnata la scritta adesiva. In questo momento un errore sarebbe fatale. Più il lavoro procede, più passano ore, giorni, mesi, più il lavoro è finito in alcuni punti e altri no, e più sale la paura di rovinare tutto anche con un semplice schizzetto di vernice.
11) Il lavoro di mesi volge finalmente al termine. Possiamo ora godere degli sfiziosi particolari di questa opera d'arte.
12) I guanti ci sono, i piccoli adesivi sulla visiera anche e si intuisce dai riflessi la presenza della pellicola di protezione sopra la visiera.
13) La piccola telecamera sul supporto di carbonio.
14) L'asfalto ha finalmente preso il suo colore. Per rendere perfetto l'alettone e i supporti delle sospensioni è stato necessario recarsi più volte al museo Ferrari a Maranello per osservare meglio la forma dei vari pezzi.
15) Sembra incredibile riuscire a disegnare contorni così netti e puliti con uno strumento come l'aerografo a mano libera, eppure Alberto ci riesce.
16) Il lato destro dell'auto.
17) Uno zoom sulla Bridgestone Potenza posteriore e i cerchi BBS. Curioso anche il relativamente piccolo semiasse fatto in materiale "alieno": supporta solo un migliaio di cavalli.
18) Fa caldo la dietro.
19) Il pompiere, comunque, è pronto.
20) L'alettone posteriore è una profusione di linee e sfumature.
21) L'estintore è pronto all'uso.
22) Molto belli i contrasti cromatici resi da questi rossi molto accesi e i blu degli spalti e dei jeans della ragazza dietro la rete.
23) Ecco il risultato finale. Ne è valsa veramente la pena. Certo, è un'opera che va gustata dal vero, magari con una lente, ma con queste immagini si ha l'idea della passione, del virtuosismo e della dedizione di Alberto.
Bravo Alberto!
Biografia di Alberto Ponno:
È nato a Roseto degli Abruzzi nel 1945, vive a Milano dal 1967 dove, dopo anni trascorsi come
pilota di auto e tecnico motorista, da oltre vent'anni svolge la sua attività artistica:
fotorealismo ad
aerografo.
Specializzato in scene di gare automobilistiche anni 50-60.
I suoi dettagliatissimi disegni che richiedono un'enorme quantità di tempo, da 1 a oltre tre mesi, sono eseguti esclusivamente con
aerografo e a mano libera.
Non è mai utilizzato nessun tipo di mascheratura.
Tra i suoi clienti:
Alfa Romeo,
Ferrari e
Maserati.
Ultimo lavoro eseguito per la Ferrari: una tavola in occasione della presentazione della "Enzo".