Sincronicità: un paradigma per la mente

Riflessioni sull'intelligenza artificiale - Oscar Bettelli



22) Il sistema immunitario

Esiste un altro sistema informativo naturale in grado di riconoscere ed elaborare informazioni, oltre al cervello: il sistema immunitario.
La capacità di adattamento del sistema immunitario sono sbalorditive.
Esso è in grado di riconoscere un notevole numero di batteri diversi e produrre i corrispondenti anticorpi.
Il sistema immunitario si comporta come una memoria dinamica pur non essendo presenti neuroni.
Il meccanismo di memorizzazione si basa sulla creazione di strutture specifiche relativamente ad ogni evento (attacco) che si verifica nell'organismo.
Ciò suggerisce che forse non tutte le capacità elaborative del cervello possono essere riprodotte sulla base del meccanismo di trasmissione elettrochimica delle sinapsi, ma che esista anche una componente strutturale cellulare.
La vita ci costringe a fare continue scelte ad ogni livello (personale, familiare, sociale) e in ogni campo (morale, economico, politico), in situazioni di conoscenza imperfetta della situazione, del comportamento altrui, e degli effetti delle varie scelte.
Nonostante la sua complessità, il processo decisionale può essere modellato con strumenti matematici, nella maniera tipica della scienza: astraendo cioè dalle situazioni reali elementi significativi che si prestino ad un trattamento formalizzato.

La branca della matematica che si interessa di tali problemi

si chiama teoria dei giochi.

È possibile considerare la teoria dei giochi come una teoria che effettua drastiche semplificazioni della realtà, oppure considerarla alla stregua di un paradigma essenziale infallibile nelle sue applicazioni, nel qual caso si ridurrebbe la complessità del mondo reale alla rigidità del formalismo matematico e scientifico. Nel primo caso la teoria potrà essere utilmente usata come un mezzo approssimativo per l'analisi di una situazione, e la scelta di un relativo comportamento razionale. Nel secondo caso essa diverrà invece un fine assoluto, una camicia di forza in cui costringere la realtà a discapito della sua fluidità. Questo vale in generale per tutte le costruzioni della scienza.
La tendenza a considerare le teorie matematiche come assolute e omnicomprensive, oltre ad esercitare un fascino irresistibile, si dimostra tuttavia gravida di pericoli ed errori aberranti. Una funzione è calcolabile da un punto di vista fisico se esiste un meccanismo che fornisce i suoi valori. Naturalmente, l'affermazione che ogni simile funzione sia calcolabile mediante un computer richiede, per non essere circolare, che si intenda "meccanismo" in un senso sufficientemente generale (e non, ad esempio, soltanto come un computer).
Per poter tenere conto non solo di ciò che la tecnologia ci ha offerto sino ad oggi, ma anche di ciò che potrà offrire in futuro, ed allo stesso tempo non essere antiscientifici, possiamo considerare come "meccanismo" ogni sistema fisico che si evolva secondo leggi fisiche note. L'idea che un qualunque sistema fisico in evoluzione possa calcolare è ben nota: ad esempio, un termometro fornisce dei dati numerici sulla temperatura attraverso le modificazioni di lunghezza di una colonnina di mercurio.
Ma allora la dimessa affermazione che ogni funzione calcolabile è calcolabile mediante un computer diventa la meno ovvia affermazione che ogni sistema fisico in evoluzione si può simulare mediante un computer. Un po’ meno precisamente, ma in modo ancora più stimolante, si potrebbe dire che il mondo stesso è un gigantesco computer.
Una funzione è calcolabile da un punto di vista umano se si possono ottenere i suoi valori mediante processi di calcolo cerebrali o mentali. La distinzione è opportuna, perché la tradizione filosofica occidentale fa una distinzione tra cervello e mente. Il dibattito moderno sull'esistenza della mente cominciò con Renè Descartes. Egli propose una visione del mondo puramente meccanicistica eccezion fatta per l'esistenza dell'anima.
A favore di quest'ultima Descartes portò come argomenti l'autocoscienza e la sofisticazione del linguaggio umano, che egli considerò come caratteristiche impossibili per animali o macchine.

Thomas Hobbes propose un'opinione radicalmente opposta.

Da un lato, egli considerò il ragionamento come una manipolazione meccanica di nomi fungenti da simboli per i pensieri.
D'altro lato, egli ritenne la macchina calcolatrice una sufficiente refutazione delle affermazioni limitative della capacità delle macchine.
Da un punto di vista moderno, non si può dire che gli argomenti a favore o contro l'esistenza della mente o la plausibilità del meccanicismo fossero conclusivi.
Essi ci appaiono oggi piuttosto rudimentali, considerato i fiumi di inchiostro che sono stati scritti sull'argomento, ma lo sviluppo scientifico e tecnologico ha portato acqua ad entrambi i mulini.
Da un lato molta parte della matematica è stata effettivamente meccanizzata, in certi casi, come per la "logica dei predicati" in modo dimostrabilmente completo, e la qualità delle macchine calcolatrici è cresciuta in modo impressionante.
D'altro lato, i teoremi di incompletezza di Gödel indicano sostanziali limiti al processo di meccanizzazione, ad esempio provando che nessun computer può fornire risposte corrette ad ogni domanda riguardo ai numeri.
Considerare cervello e mente come entità separate ci porta dunque a discutere due conseguenze dell'affermazione che ogni funzione umanamente calcolabile è calcolabile da un computer.
Per quanto riguarda il cervello, essa si traduce nell'affermazione che le attività cerebrali di natura logica o deduttiva si possono simulare mediante un computer, anzi il sogno dell'intelligenza artificiale suona: le attività cerebrali si possono simulare mediante il computer.
Per quanto riguarda la mente, l'affermazione che ogni funzione umanamente calcolabile è calcolabile mediante un computer si traduce in: le attività mentali matematiche si possono simulare mediante un computer.
Come già per il caso della calcolabilità fisica, l'evidenza a disposizione non è certo favorevole alla versione umana di questa tesi: le differenze fra cervello e computer sono enormi.
Il cervello è un organo elettrochimico con un gran numero di connessioni, che opera massicciamente con azioni parallele e globali (olistiche), a bassa velocità e basso consumo energetico, capace di generare in continuazione nuovi elementi e nuove connessioni.
Il computer è invece un sistema elettronico a connessioni fisse, operante quasi solo sequenzialmente e localmente, e ad alta velocità.

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