Sincronicità: un paradigma per la mente
Riflessioni sull'intelligenza artificiale - Oscar Bettelli
15) Il pensiero intuitivo
Il cervello è in grado di produrre un tipo di pensiero non strettamente deduttivo: il pensiero intuitivo.
La nozione di pensiero intuitivo non è particolarmente facile da definire; è possibile però esaminare alcune condizioni d'uso.
L'uso forse dominante dell'espressione rimanda a una contrapposizione con il ragionamento deduttivo, quello in cui tutti i pro e i contro di un argomento o di una situazione vengono attentamente, e se possibile esaustivamente, valutati.
Il ragionamento intuitivo è
informale, basato sulla "percezione" di una situazione. Per molti aspetti è qualcosa di sintetico, richiedendo meno risorse del ragionamento analitico.
Un altro uso del termine è quello tipico di espressioni del tipo: "questo è intuitivamente ovvio" oppure "questo corrisponde alla mia intuizione".
Solitamente diciamo che qualcuno ha "buone" intuizioni se quel che dice, pur non essendo basato sul pensiero analitico, risulta corrispondere ai fatti.
Esiste un alone di mistero intorno alla penetrazione intuitiva.
Possiamo essere sicuri di qualcosa senza saper dire il perché?
Una volta stabilita una corrispondenza tra uno stato del mondo e una struttura della memoria abbiamo posto la base minima per una quantità di attività cognitive.
Possiamo interpretare quello stato del mondo nei termini del modello a un livello di dettaglio più o meno grande, in modo più o meno esaustivo.
Possiamo anche limitarci a usare i risultati di un'elaborazione più sbrigativa per dire qualcosa su quello stato del mondo.
Per pensare occorre del tempo, tanto più tempo quanto più è complicato il pensiero.
La profondità e l'accuratezza della nostra comprensione non possono essere uniformi; dipendono dai vincoli di tempo.
Questa è la principale ragion d'essere dell'esistenza di procedure mentali veloci ma incomplete.
Esistono vincoli di tempo e vincoli imposti dai dati.
A volte quando dobbiamo formulare un giudizio, o tentiamo di comprendere qualcosa, non abbiamo a disposizione tutte le conoscenze pertinenti.
Le procedure che consentono di prendere delle scorciatoie nel ragionamento si chiamano euristiche.
Le procedure euristiche servono per trovare più velocemente una soluzione, non necessariamente la soluzione ottimale.
Le euristiche sono regole di buon senso che la maggior parte delle volte funzionano.
Ricerche psicologiche sull'argomento dimostrano che esistono procedure euristiche utilizzate dal pensiero umano.
In particolare procedure legate alla familiarità degli stimoli.
Se un certo numero di eventi rilevanti si sono verificati insieme in un limitato periodo di tempo, gli eventi più familiari sono più disponibili di quelli meno familiari.
In sostanza vie più frequentemente battute sono maggiormente determinanti rispetto alle conclusioni raggiunte.
La mente umana sembra essere eccezionalmente propensa a costruire modelli completi e coerenti a partire da piccoli insiemi di fatti e di conoscenze: essa integra le parti mancanti con idealizzazioni e congetture intuitive.
A partire da un dato, la mente sembra capace di scegliere, tra un gran numero di condizioni, quelle che sono rilevanti rispetto a quel dato. Queste condizioni diventano un modello entro cui vengono spiegati i risultati ottenuti.
La mente cerca principalmente di "confermare" le proprie
previsioni e le proprie teorie e non di falsificarle.
La caratteristica del pensiero intuitivo di prendere in considerazione i fatti maggiormente rilevanti può portare a conclusioni errate.
Le euristiche utilizzate non esauriscono tutte le combinazioni possibili e se la soluzione si trova tra le configurazioni improbabili il pensiero intuitivo non riesce a trovarla.
Dal punto di vista computazionale sono state studiate delle tecniche euristiche di elaborazione, in particolare quando la complessità del problema è esponenziale.
Sostanzialmente nel cervello, il pensiero intuitivo si avvale dei percorsi più frequentemente attivati, come il letto di un fiume che è generato dalla tendenza principale del corso d'acqua.
La struttura associativa del cervello è un indizio dell'enorme reticolo di legami che sono attivati: l'informazione è distribuita su tutta la rete di neuroni, percorsi privilegiati vengono a formarsi in un tutto armonico e coordinato.
Particolarmente significativa è la capacità di individuare gli aspetti rilevanti presenti in una situazione.
Un effetto simile lo si può ottenere rappresentando la conoscenza in reti semantiche, in cui a partire da ogni dato si possono raggiungere i dati direttamente o indirettamente collegati senza effettuare una ricerca esaustiva sulla base di conoscenza.
La strutturazione in concetti è un modo funzionalmente utile di costruire una base di conoscenza.
Teoricamente un reticolo di puntatori potrebbe simulare in maniera efficace le associazioni tra le informazioni.
Alcune di queste tecniche sono state sperimentate in realizzazioni di progetti di intelligenza artificiale.
Purtroppo in un mondo in cui tutto è associato a tutto le prestazioni di un computer degradano rapidamente al crescere della base di dati.
Abbiamo solo una vaga idea di come sono memorizzati i dati nel cervello, ma sulla base delle prestazioni associative che esso dimostra è possibile ideare delle strutture di dati associative.
Sappiamo come sono registrati i dati in un computer e conosciamo le possibilità teoriche che esso offre.
Sulla base di queste conoscenze diviene sempre più importante ideare meccanismi di memorizzazione che rispondano ai requisiti di potenza e flessibilità mostrate dalla memoria a lungo termine.
Importante a questo riguardo è una teoria del processo di astrazione.
Le
astrazioni possono essere di tipo classificatorio, basate sulla generalizzazione oppure di tipo euristico.
Le informazioni possono essere rappresentate come entità, relazioni ed attributi.
Le associazioni definite tra informazioni possono essere la base su cui costruire una memoria associativa, non del tipo basato su reti neurali, ma squisitamente simbolica.
Il ruolo che le sincronicità giocano in un simile progetto è assolutamente fondamentale.