Sincronicità: un paradigma per la mente

Riflessioni sull'intelligenza artificiale - Oscar Bettelli



14) Il linguaggio musicale

Tutti apprezzano la buona musica e alcune sinfonie classiche facilitano il rilassamento e la concentrazione.
La musica è basata su rapporti armonici tra note, ovvero particolari frequenze sonore emesse dagli strumenti.
Nella musica si può distinguere la melodia dalla base armonica di accompagnamento.
Ogni strumento è riconoscibile dal proprio timbro di voce e il ritmo governa il procedere e la sincronizzazione delle note all'interno delle rispettive battute.
Esistono regole precise per l'armonia e le giustapposizioni di note costituiscono un mirabile modello matematico di rapporti tra i suoni (precise frequenze) emessi da un'orchestra.
È noto a tutti che un brano musicale, in particolare una melodia, si ricorda molto facilmente, anzi a volte viene spontaneo canticchiarla.
Le informazioni codificate in una melodia, come anche in una filastrocca, sono particolarmente affini ai processi di memorizzazione, si ricordano come una sequenza di dati ciascuno dei quali richiama il successivo in una catena unica.
Una canzone, come anche una poesia, viene cantata o recitata tutta d'un fiato senza interruzioni, ogni parola è come legata ad un filo che le trascina tutte assieme e che consente di pronunziarle in sequenza.
Questa modalità si adatta molto bene ad un modello di memoria associativa, ovvero costituita principalmente di associazioni tra pattern del tipo stimolo-risposta.
L'immagine che i neuroni, nel processo di comprensione, eseguano una sorta di danza musicale è di notevole presa.
Il cervello elabora informazioni in condizioni di incertezza.
I dati che provengono dagli organi di senso forniscono informazioni su una realtà incompleta, variabile ed incerta.
Gli oggetti della realtà sono percepiti in maniera dinamica, mutevole e parziale.
Come è possibile procedere in maniera strettamente deduttiva in un ambito di tale insicurezza.
Esiste un importante capitolo della matematica moderna che si occupa di dati e variabili aleatori: la matematica dell'incertezza.
Questo ramo della matematica è costituito principalmente dalla teoria del calcolo probabilistico.
Un concetto fondamentale definito nella teoria del calcolo delle probabilità è appunto quello di "probabilità".

Esistono principalmente tre definizioni accettate del concetto di probabilità.

  1. definizione classica: la probabilità di un evento in un esperimento è il rapporto tra il numero di casi favorevoli e il numero di casi possibili quando questi siano equiprobabili.
  2. definizione frequentistica: la probabilità di un evento è il rapporto tra il numero di esperimenti effettuati con esito favorevole e il numero complessivo di esperimenti effettuati.
  3. definizione soggettivistica: la probabilità di un evento è il rapporto tra la puntata soggettiva sul realizzarsi dell'evento e la somma delle puntate.
La definizione classica mostra una evidente circolarità nella definizione, utilizza il concetto di equiprobabilità per definire la probabilità.
La definizione frequentistica introduce il concetto di frequenza relativa ed è applicabile solamente quando sia possibile ripetere numerose volte l'esperimento.
Inoltre fornisce una probabilità empirica che può essere sporcata dalla variabilità degli eventi (deviazione standard).
La definizione soggettivistica è basata sostanzialmente sulla capacità di valutazione soggettiva dei pro e dei contro relativamente alle puntate.
Dal quadro delineato se ne deduce che il concetto di probabilità rimane avvolto dal mistero.
A partire dalle probabilità degli eventi elementari è possibile calcolare le probabilità di eventi complessi.
Una volta definite le probabilità degli eventi elementari la teoria del calcolo delle probabilità mette a disposizione un complesso sistema di calcolo per le probabilità degli eventi complessi.
Noi riusciamo a comprendere anche messaggi parziali.
Avviene una specie di integrazione tra il messaggio e i possibili messaggi con senso che gli somigliano.
Il messaggio parziale viene interpretato come il messaggio che ha la massima probabilità rispetto all'input.
Le coincidenze e le somiglianze giocano ancora un ruolo decisivo nel processo di comprensione.
Sembrerebbe che il cervello sia particolarmente abile nell'attribuire il valore di probabilità agli eventi.

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