Sincronicità: un paradigma per la mente

Riflessioni sull'intelligenza artificiale - Oscar Bettelli



10) Il pensiero laterale

Quando il pensiero logico non è più sufficiente per afferrare compiutamente il senso di un fenomeno, allora si può attingere ad un pensiero alternativo o pensiero laterale.
Lo schema d'azione del pensiero laterale può essere articolato su quattro principi operativi, di contenuto estremamente vasto e che non esauriscono certo le possibilità d'intervento del pensiero laterale. Tra questi principi esiste uno stato di fluidità; possono avere più di un elemento in comune, e alcuni di questi elementi potrebbero anche diventare loro stessi dei principi autonomi.
I quattro principi operativi sono:
  1. L'identificazione delle idee dominanti, o polarizzanti.
  2. La ricerca di nuovi metodi d'indagine della realtà.
  3. L'evasione dal rigido controllo esercitato dal pensiero logico.
  4. L'utilizzazione dei dati e delle circostanze fortuite.
La scelta di un determinato modulo interpretativo di una realtà è, di solito, dovuta al caso o a ragioni pratiche.
Due modi, entrambi arbitrari, di definire una realtà si equivalgono.
Ma se si è in presenza di un problema che richiede un'elaborazione allora diverse scelte portano a risultati assai diversi.
Un leggerissimo spostamento del punto di osservazione può portare a risultati profondamente diversi.
Può bastare spostare l'attenzione da un dato all'altro di un problema per passare da un tipo di ricerca ovvia a un tipo di ricerca più originale.
Il nostro intelletto divide il continuum della realtà che ci circonda in unità distinte. In parte, vi è costretto dal tipo di organizzazione funzionale del nostro sistema nervoso cerebrale, che pone dei limiti alla conoscenza. In parte è però una scelta deliberata che permette di capire le cose scomponendole in elementi già noti. Una situazione che si evolve senza soluzioni di continuità, può essere arbitrariamente divisa in due, in un punto adatto, e la metà che precede il punto di divisione collegata a quella che lo segue col noto rapporto di causa ed effetto.
La scelta delle parti in cui scomporre il tutto è dettata dalla notorietà, dalla convenienza e dalla disponibilità dei rapporti semplici con cui ricomporre le parti ad unità.
Un rapporto mostra come due parti erano combinate tra loro prima della divisione. Se questa viene ripetuta parecchie volte, le parti finiscono con l'assumere una propria identità.
Appena le unità di comodo, le unità di informazione, ricevono un nome, questo le congela e le immobilizza definitivamente.
Allora diventa necessario considerare la realtà come un edificio di mattoni ciascuno dei quali dichiara la propria origine: una concettualizzazione arbitraria effettuata in precedenza.
Per esempio, noi utilizziamo il linguaggio per descrivere le nostre idee, ma esso si compone di parole predefinite e storicamente accettate da un'intera cultura.
La disponibilità di parole e di denominazioni condiziona rigidamente il modo di affrontare un determinato problema.
La rigidità della denominazione è collegata alla rigidità delle classificazioni che a loro volta determinano una impostazione obbligata del problema.
Spesso il problema più difficile sta proprio nella formulazione dei problemi.
Per quanto un calcolatore elettronico sia efficiente, non potrà mai risolvere un problema che sia stato mal posto dal programmatore.
Quando si affronta un problema, è prassi comune delimitarlo entro una determinata inquadratura e cercarne la soluzione all'interno di essa. Si accetta come un dato dimostrato che una certa linea rappresenti i confini del problema, ed è entro questi confini che il pensiero logico ricerca la soluzione. Molto spesso però questi confini non esistono nella realtà e la soluzione può trovarsi al di fuori di essi.
La logica per essere efficace ha bisogno di un contesto preciso e rigidamente definito. Certe premesse devono essere accettate per vere e non possono essere messe in discussione.

È proprio grazie alle illimitate possibilità che la realtà offre

che il pensiero laterale riesce a formulare idee originali.

Un modo per applicare il pensiero analogico consiste nell'utilizzare i dati di una situazione ad un'altra situazione, che sia più facile da esaminare o che sia più conosciuta. In tal modo è possibile passare da considerazioni astratte ad analogie concrete.
Un vantaggio del ricorso alle analogie è che queste utilizzano normalmente immagini concrete che suggeriscono altre immagini concrete più facilmente di quanto idee astratte suggeriscano altre idee astratte, con il risultato che la formazione delle idee avviene più facilmente.
L'esperienza e la capacità d'indagine probabilistica dell'intelletto permettono di associare automaticamente elementi tratti da alternative diverse fino ad ottenere una soluzione valida.
L'esistenza di omogeneità tra i vari sistemi naturali consente di individuare modelli adeguati per la rappresentazione dei fenomeni.
Il ragionamento o le osservazioni in un particolare ambito possono essere trasportate in un'altro e produrre interessanti considerazioni. L'attività di scomporre in elementi sempre più semplici e fondamentali porta ad individuare gli assiomi della matematica. Le regole di composizione dei mattoni di base costituisce il corpo delle tecniche matematiche a disposizione. Individuare i principi e gli assiomi a fondamento della matematica è un obiettivo delle principali ricerche filosofiche. Il principio di sincronicità si pone a questo livello ed afferma che la coincidenza di stimoli, ovvero la sovrapposizione di segni, è un elemento logico ineliminabile in ogni processo cognitivo. Due eventi interagiscono sulla base della propria capacità di essere rapportati nello stesso istante e nello stesso tempo.
Di più due sistemi distinti possono essere confrontati sulla base di coincidenze di eventi che si verificano in entrambi, tali coincidenze possono individuare le invarianze esistenti nel passaggio da un sistema all'altro.
Tutto questo senza l'esistenza di un rigido legame di causa ed effetto.
Le sincronicità indicano una relazione esistente tra due sistemi di rappresentazione, senza un legame di causa ed effetto diretto.
È possibile ricostruire questa relazione analizzando i sistemi da un punto di vista logico ed individuare la ragione del manifestarsi delle coincidenze.
Per esempio, due orologi forniscono la stessa ora, analizzando i meccanismi di ciascuno di essi ed ipotizzando l'invariabilità della freccia temporale, il pensiero logico si dà ragione del sussistere di una tale circostanza.
Per l'uomo della strada è più semplice dire che due orologi misurano la stessa variabile temporale e trarne considerazioni in merito senza disperdersi in un'analisi del funzionamento specifico di ciascun sistema isolatamente.

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