L'essere umano e l'essere
di Paolo Orlandini
Soli c’incamminiamo sulla strada sterrata della vita,
Oscurata da tanta ipocrisia e inutili gelosie.
Rimaniamo indifferenti al passar delle stagioni, in un moto perpetuo.
Ricordiamo con astio chi ci ha procurato sofferenze, spendendo invano energie,
Invece di esser grati a coloro che hanno, all’ombra del loro io,
Dato un significato alla nostra esistenza.
Invincibili noi siamo: i cavalieri dell’ottusità.
Ascoltare il prossimo è una delle imprese più difficili,
La sfida alla quale spesso troppi rinunciano, vendendo, a sconto,
L’anima al gelido demone Egoismo
E usando gli altri come scudo delle proprie debolezze.
Alla prima avversità ci scoraggiamo,
Vediamo fantasmi nel futuro e già ci alleiamo a loro.
Vorremmo vincere la nostra coscienza, mentre siamo
Eterni sconfitti, giacenti sul deserto delle nostre passioni.
Restano in pochi, perlopiù stanchi, ad avere una vera coscienza di sé.
Scalciano, sospirano, soffrono, scivolano, struggono, scemano, svolazzano…
Intrepidi scalatori di una montagna infinita, armati solo della felicità di essere.
Tu sorridi alle avversità, non lasciare che possano oscurare
Anche quella splendida gioia che nasce da un tenero cuore.
Paolo Orlandini - 2000 - Al mondo
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