Il serpente, il fattore e l’airone
Autore: favola africana
Un serpente, inseguito dai cacciatori, domandò a un fattore di salvargli la vita.
Per nasconderlo il fattore si accovacciò e permise al serpente di strisciare dentro al suo ventre.
Cessato il pericolo, il fattore chiese al serpente di uscire, ma questi rifiutò, in quanto là dentro si sentiva al caldo e comodo.
Sulla strada di casa il fattore incontrò un airone e gli sussurrò l’accaduto.
L’airone gli suggerì di accovacciarsi e tentare di espellere l’animale.
Quando sbucò fuori la testa del serpente, l’airone lo afferrò e lo uccise.
L’uomo temeva che il veleno del serpente si trovasse ancora dentro di lui.
L’airone gli disse che l’antidoto consisteva nel cuocere e mangiare sei volatili bianchi.
«
Tu sei un volatile bianco» rispose il fattore. «
Tu sarai il primo».
Afferrò così l’airone, lo ficcò in una borsa e lo portò a casa dove lo appese mentre raccontava alla moglie.
«
L’uccello ti ha fatto un favore, ti ha liberato dal serpente, ti ha salvato la vita e ora tu lo catturi e parli di ucciderlo».
Pronunciate queste parole, la donna liberò l’airone che volò via ma, prima, cavò gli occhi alla donna.
Morale: quando vedi l’acqua scorrere in salita, significa che qualcuno ti sta restituendo un favore…