Il contadino e l'albero
Autore: Esopo
Nel campo di un contadino c'era un albero che non portava frutti, ma era soltanto un rifugio di passeri e di strillanti cicale.
Dato che non rendeva nulla, il contadino decise di abbatterlo: prese l'accetta e menò un colpo.
Cicale e passeri lo supplicavano di non abbattere il loro asilo, di lasciarlo in piedi per potervi cantare e rallegrare così anche lui.
Ma il contadino, senza curarsi affatto di loro, menò un secondo e un terzo colpo; mise così allo scoperto una cavità dell'albero, dove trovò uno sciame d'api e del miele.
L'assaggiò e allora gettò via l'accetta e onorò quell'albero come sacro, circondandolo di cure.
Gli uomini, d'istinto, più che amare e rispettare la giustizia van dietro al guadagno...
Favole, Esopo, VI sec. a.C.
Aforisma:
Ploratur lacrimis amissa pecunia veris.
(Si piange con lacrime vere il denaro perduto.)
Giovenale, Satire, 13, 134